EFFETTO DELLA RESISTENZA DELL’ARIA NELLA CORSA

Immagine di base presa da Corriere.it

Il motivo per il quale l’aerodinamica è più importante nel ciclismo rispetto a quanto lo sia nella corsa è presto detto: sui pedali si va più veloce.

La velocità di un corpo su un piano chiama in causa ciò che più correttamente viene denominato coefficiente di penetrazione aerodinamica, argomento molto importante per ogni ingegnere del ramo automobilistico.

Ma siccome noi non siamo ingegneri e di perdere troppo tempo con operazioni piuttosto difficoltose non ne abbiamo voglia, soprattutto in questa sede, proviamo a allora a passare subito ai dati che ci interessano.

Se pensate che il concetto di aerodinamica nella corsa non sia importante, beh, in un certo senso, vi sbagliate.

Chiamo sul bancone degli imputati il Breaking 2 di Nike.

Andate su YouTube e guardate la posizione delle lepri nel corso dell’evento. Pensate che sia casuale?

Assolutamente NO.

L’hanno studiata alla grande, eccome se lo hanno fatto. Me ne sono accorto in maniera veramente evidente proprio in questo periodo: mi sto flippando il cervello dietro ad un paio di libri su biomeccanica ed aerodinamica, roba che probabilmente non leggerebbe neanche un laureando sotto tortura e io invece ci ho anche speso un sacco di soldi.

Passo ai dati:

in un normalissimo giorno di sole, a vento pressochè assente, il costo energetico per vincere la resistenza dell’aria in uno sprint al massimo sugli 80/100 metri in piano può variare dal 7,5 all’8,2% (parliamo sempre di una media generica).

Se invece passiamo, per esempio, ad un 1500 in pista, il coefficiente di spesa energetica si abbassa ad un più onesto 3,5/4,3%.

E in una maratona?

Dall’1,8 al 2,1%. Facciamo una media allora: 2%.

E sto parlando di vento pressochè assente. Avete presente quanto è un 2% di costo energetico in una 42Km?

TRADUCO: PARLIAMO ALMENO DI 3 MINUTI IN MEDIA.

Ecco perchè Kipchoge & Co. avevano quello schieramento apocalittico di comprimari ad “aprirgli le acque”.

Ma andiamo sul pratico: DOVETE FARE UNA MARATONA ?

Vi mostro quanto è importante stare in gruppo in gara e come è possibile sfruttare i compagni. Scusatemi, lo faccio con carta e penna che faccio prima. Posto una foto molto poco bella, ma bado al sodo.

Figura 1 – Coefficiente di Resistenza da soli e in vari casi in gruppo

Guardando l’immagine che ho preparato si può comprendere anche la dinamica delle lepri del Breaking 2. Tre compagni larghi davanti con formazione a V è l’assetto ideale per spendere il meno possibile a livello di energie.

Ricordare queste posizioni potrebbe farvi guadagnare più di qualche secondo nel computo totale di una gara.

Concludendo questo discorso, mi interessava sottolineare una ulteriore curiosità generica che spazia altrove: in quota la resistenza dell’aria è minore e, potenzialmente, in altitudine, si andrebbe più forte.

Questo perchè è minore anche la pressione atmosferica. Quindi saremmo tutti molto avvantaggiati nel gareggiare in alta montagna…se non fosse per lo spiacevole risvolto legato alla minore pressione dell’ossigeno.

Avere meno ossigeno a disposizione significa faticare molto di più. Quindi anche se a 2000 mt guadagnamo qualche decimo di secondo ogni 100 mt…ne perdiamo molti di più a causa dei fisiologici processi legati al consumo di energia che hanno l’ossigeno come elemento primario ed indispensabile.

Allego qualche studio per quelli che desiderano andare più a fondo. Sottolineo il lavoro del Dott. Davies anche per i ciclisti (ultimo link in basso):

Aerodynamic Effects by Marathon Pacemakers on a Main Runner

Article inNihon Kikai Gakkai Ronbunshu, B Hen/Transactions of the Japan Society of Mechanical Engineers, Part B 73(734):1975-1980 · October 2007

Effects of wind assistance and resistance on the forward motion of a runner

C. T. Davies01 APR 1980https://doi.org/10.1152/jappl.1980.48.4.702

Effect of air resistance on the metabolic cost and performance of cycling

European Journal of Applied Physiology and Occupational Physiology –December 1980, Volume 45, Issue 2–3, pp 245–254

Potrebbero interessarti anche...

2 risposte

  1. Enrico Pagliai ha detto:

    Articolo interessantissimo. Mi stavo chiedendo quanto influisce la temperatura dell’aria.. Nel senso che la viscosità di un gas (aria in questo caso) cambia con la temperatura e di conseguenza a parità di potenza espressa si va più veloci con una temperatura ambientale più alta o più bassa?

    • danielelucchi ha detto:

      Ciao Enrico, innanzitutto grazie per l’interesse. Il problema che poni non è realmente importante in termini di aerodinamica, o perlomeno, non così tanto: lo è molto di più in termini di fisiologia. In genere si danno come “ideali” per correre temperature attorno ai 12/15 gradi (in realtà è piuttosto soggettivo). Diciamo che temperature inferiori o superiori possono portare ad adattamenti fisiologici che influiscono sull’andatura. Inoltre un aspetto fondamentale in questo senso lo gioca l’umidità, poichè è in grado di alterare la percezione della temperatura nel corpo dello sportivo. Spero di averti chiarito il dubbio! Un saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.